La Naturopatia oggi

Dentro di noi la vita si genera, si svolge, si sviluppa senza alcuno sforzo.

Da un embrione diventiamo neonati, bambini e uomini senza accorgercene.

Fino a qui ci guida l'intelligenza innata.

Poi arrivano l'educazione, la cultura, la morale e si forma l'intelligenza cerebrale: è quell'intelligenza che troppe volte ci fa sentire prigionieri di quel labirinto che è il nostro Io.

Ma la salute nel senso più profondo del termine, la salute come equilibrio psicosomatico, nasce e si realizza attraverso l'intelligenza innata, quella totipotente che ci abita e che ci rigenera in ogni istante.

La Naturopatia oggi, deve il suo successo all'utilizzo di tecniche che mirano a fare entrare in contatto ognuno di noi proprio con questa capacità autotrasformatrice.

La salute, come la felicità, non è qualcosa che può scaturire dalle mente razionale. Essa nasce dalla capacità di attingere a quelle forze che senza sforzo conducono la nostra vita, a patto che le lasciamo fluire senza ostacolarle.

Il nostro corpo è una miniera di esempi illuminanti a questo proposito: basti pensare ad esempio a ciò che ha scritto Angelo Angelini in campo erboristico o Michael Gazzaniga a seguito delle sue ricerche in ambito immulogico o ancora a Giuliano Kremmerz.

 

 

 

"Se vogliamo adottare, per curare i nostri disturbi, un approccio globale, olistico, non-sintomatico,  non possiamo limitarci a utilizzare un'erba  solo in ragione di un suo specifico principio medicamentoso. Fiori, erbe, alberi, devono essere colti nella loro globalità. Conoscere il carattere di una pianta è importante. Solo così possiamo scoprire affinità o divergenze col nostro carattere, il nostro stile e la nostra personalità. Che tipo di terreno predilige? Calcareo? I terreni calcarei tendono all'alcalinità e sono soggetti a ristagni d'acqua. E l'acqua, a lungo andare, corrode la roccia. Che cosa ci dice questo elemento a proposito del carattere della pianta?  Che ha un difficile rapporto con l'emotività. Sappiamo che l'acqua è legata all'inconscio, a ciò che non si può vedere, né conoscere e quindi risulta un naturale senso di timore...".

"Serto di Iside" ANGELO ANGELINI

 

"Per anni si è ritenuto che il sistema immunitario producesse anticorpi diretti contro qualsiasi antigene naturale; data la percentuale elevata di sostanze a cui esso reagisce, tale teoria è sempre stata considerata valida. Ma l'organismo può sviluppare anticorpi anche contro sostanze di sintesi che non esistono in natura. Nel caso in cui un corpo estraneo vi penetri, una cellula preesistente lo riconosce immediatamente come tale e, a scopo difensivo, inizia a moltiplicarsi e a produrre proteine. Durante tale processo avvengono talora mutazioni che conferiscono alle proteine una maggiore aggressività nei confronti dell'antigene. Alla luce di questa scoperta, quello che un tempo era considerato un porcesso formativo (l'organismo produce una nuova sostanza in risposta all'ambiente) si è rivelato essere, in sostanza, un processo di selezione (l'ambiente seleziona una cellula già esistente nell'organismo per generare un anticorpo adeguato). Niels Jerne fu il primo a chiedersi, nel 1968, se lo stesso processo non avvenga anche a livello cerebrale o, in altri termini, se quasi tutte le forme di apprendimento non siano illusorie. Le nostre deicisioni e le nostre azioni sono causate dal fatto che scopriamo ciò che già esiste nel nostro cervello? Socrate, come suggerisce Jerne, aveva dunque ragione e il povero Locke torto? Il filosofo inglese, convinto assertore della teoria della trasformazione, considerava il cervello come un foglio di carta bianca su cui veniva scritta ogni esperienza, sostenendo di conseguenza che la mente non è specifica e che risulta priva di qualsiasi struttura. Socrate e i sofisti greci non erano invece tanto convinti dell'influenza dell'ambiente. Come sottolinea Jerne, << Socrate concluse che ogni forma di apprendimento consiste nel ricordare ciò che preesiste all'interno del cervello>>".

"La mente della natura - il cervello umano tra ereditarietà e ambiente" MICHAEL GAZZANIGA

 

"Non impedite che un ammalato si faccia curare dal suo medico laureato, né che spenda in rimedi il poco che ha. Proponetevi di sanare chi ricorre a voi, senza neanche il desiderio che egli lo sappia. Amatelo e siate saggio a non volere le cose impossibili. Consolatelo con una parola e richiamate con il vostro Amore su di lui quel potere compensativo che nella natura umana tien luogo di ricostruttore dell'equilibrio vitale. L'ammalato fuori dalla legge della materia in equilibrio, nei suoi fattori non determinabili dalla chimica ordinaria, senza altra droga che un magnete imponderabile che emana da noi, può ritornare, spesso è obbligato a ritornare, nella legge dei compensi fisici e psichici e compie il miracolo da se stesso. Lo constaterete mille volte senza superbia e senza desiderio e vi basti. Lasciate che il medico curante se ne senta ringraziare e che il farmacista venda i suoi veleni. Questo non vi riguarda".

"La scienza dei magi" GIULIANO KREMMERZ